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Tutto il mondo in ansia per Sakineh.
La condanna a morte tramite lapidazione della donna iraniana di 43 anni accusata di adulterio potrebbe essere eseguita da un momento all’altro e l’angoscia cresce sempre più.
Negli ultimi giorni le richieste d’intervento si sono susseguite.
A tutti i livelli è stato richiesto l’avvio di una forte e decisa azione diplomatica nei confronti del governo di Teheran affinché possa essere compiuto un gesto di clemenza.
Il figlio della donna, Sajjad, si è appellato anche al Papa e a Berlusconi.
Si è mosso il Ministro degli Esteri, Frattini, che ha precisato che la clemenza viene chiesta proprio nel "Pieno rispetto della sovranità iraniana".
Una mobilitazione dicevamo massiccia e compatta.
Anche da Acireale nei giorni scorsi è partito un appello forte per salvare la vita a Sakineh. Il documento, proposto dal consigliere comunale Toruccio Di Maria, è stato pienamente condiviso dall’aula nell’ultima seduta.
“Mandiamo insieme un messaggio forte anche da Acireale –ha detto tra l’altro Di Maria- affinché Sakineh venha salvata e il ruolo della donna venga rispettato”.
Antonio Carreca
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