lunedý 13 luglio 2020
Anno IV - numero 28 - Direttore Grazia Scuderi - Iscritto al n. 15 del 9/06/2000 presso il Tribunale di Catania
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TERME: UNA PARTITA A DUE TEMPI CHE SI GIOCA FRA PALERMO ED ACIREALE

La settimana che si è appena chiusa, grazie all’intensa attività divulgativa e di sensibilizzazione del Forum, ha riportato la vicenda delle Terme al centro del dibattito regionale. Indirizzando una missiva alla Commissione Bilancio all’ARS e all’Assessorato all’Economia, i due coordinatori hanno presentato ufficialmente il Forum alle istituzioni regionali, specificando il ruolo e la funzione che questo strumento di partecipazione democratica può avere nel monitorare i processi in atto, di liquidazione e di privatizzazione.
Anche la stampa regionale si è attivamente occupata della vicenda del termalismo: il quotidiano La Sicilia ha dedicato un “paginone” alle Terme nell’edizione di mercoledì 22 giugno anticipato da un commento di Mario Barresi in prima pagina; Milano Finanza ha riservato uno spazio tecnico di commento sull’imminente processo di privatizzazione, che presenta non pochi nodi da sciogliere.
Tutto ciò è accaduto mentre a Palermo si gioca il “primo tempo” della partita riguardante il termalismo siciliano. L’Assessore Gaetano Armao, che ha provveduto nel frattempo a mettere in liquidazione anche le Terme di Sciacca, sta predisponendo una bozza di incarico per la selezione dell’advisor che assisterà il Servizio Partecipazioni e Liquidazioni del suo assessorato nel processo di privatizzazione delle Terme di Acireale e di Sciacca. Ancora non è deciso se la procedura di selezione avverrà in modalità ristretta o aperta; se l’incarico sarà unico per tutto il pacchetto di dismissioni della Regione Siciliana o sarà specifico per ciascuna delle partecipate; se verrà chiesto un parere agli Ordini professionali per una valutazione preliminare sulla congruità del compenso per l’advisor; se l’advisor dovrà aver maturato esperienza negli ultimi anni in analoghi processi di dismissioni o se dovrà documentare di aver profonda conoscenza dei settori in cui le partecipate operano; e così via.
Dettagli molto tecnici che, in realtà, evidenziano che l’obiettivo primario è di natura finanziaria, ovvero far cassa senza preoccuparsi più di tanto dei futuri progetti di sviluppo delle partecipate in via di dismissione. In ciò Armao è forte del “via libera” che la Commissione Bilancio ha dato al progetto che il Governo regionale sta portando avanti sulla riduzione delle partecipate da 33 ad 11.
Tuttavia, come già annunciato qualche settimana fa, all’interno della maggioranza governativa alla Regione le posizioni in merito al termalismo non sono così univoche. A giorni, il PD regionale presenterà nei prossimi giorni, nel corso di una conferenza stampa, la proposta di disegno di legge sul riordino del sistema termale in Sicilia che verrà successivamente istruita per favorirne la discussione in Commissione e poi in aula. La direzione verso cui va il PD è opposta al percorso di privatizzazione prospettato da Armao. La relazione del deputato proponente, la parlamentare catanese Concetta Raia, esordirà con questa premessa: “Onorevoli colleghi, il processo di privatizzazione delle Terme di Acireale e Sciacca, avviato con l'art. 23 della L.R. 10/1999 e concretizzatosi  con la costituzione delle società  Terme di Acireale S.p.A. e Terme di Sciacca S.p.A, ha avuto un esito fallimentare, in quanto non è mai stato effettivamente ratificato”.  La partita a Palermo, fra fautori e oppositori della privatizzazione, è dunque tutta politica e il Presidente on.Raffaele Lombardo non ha ancora avocato a sé la prerogativa fondamentale del capo del governo di fare sintesi politica delle diverse posizioni, quando ci sono evidenti contraddizioni sui percorsi in atto e sulle modalità per raggiungere obiettivi contrastanti.
Il “secondo tempo” della partita sulle Terme si gioca ad Acireale, in una città che sembra totalmente disinteressata alle vicende dei due complessi di Santa Venera e Santa Caterina. In realtà, ad essere distratta è la classe politica; con il suo atteggiamento un po’ dormiente rischia di delegare totalmente a Palermo la pianificazione e la gestione dei due delicati percorsi: il primo, quello in atto, di liquidazione; il secondo, quello prospettato, sulla privatizzazione.
Il sindaco Nino Garozzo, notoriamente a favore della privatizzazione, non ha ancora attivato il tavolo permanente di confronto con la Regione Siciliana, come richiesto dal consiglio comunale di Acireale nel documento unitario del 1 febbraio scorso.
I progetti di “sviluppo urbano sostenibile” ammessi a finanziamento dalla Regione non contemplano alcuna iniziativa in favore della valorizzazione del patrimonio termale: la coalizione “Aci Jonica” (di cui fa parte anche Acicatena, altro comune in cui ricade parte del patrimonio termale acese) gestirà nei prossimi anni progetti per 140 milioni di euro, a valere sul P.O. FESR 2007-2013, ma non è previsto alcun intervento di riqualificazione dei due siti di Santa Venera e Santa Caterina. Si conferma così la linea programmatica già, a suo tempo, sperimentata con la proposta istitutiva del Distretto turistico “Mare dell’Etna” dove, fra i 33 milioni di interventi riguardanti la città di Acireale, nessuno stanziamento è stato ipotizzato per i siti termali.
Poco coordinato e abbastanza discontinuo nel territorio l’impegno dei parlamentari e di altri gruppi politici che, invece, al di là del colore, dovrebbero unire le proprie forze sia per monitorare attentamente il percorso in atto della liquidazione sia per proporre un progetto di rilancio del territorio, propedeutico a qualsiasi ipotesi di privatizzazione o di pubblicizzazione del termalismo. I dirigenti locali del PD, promotori del comitato civico, sono tra i principali sostenitori dell’iniziativa legislativa di riordino del sistema termale regionale, da loro pressantemente richiesta al gruppo parlamentare all’ARS.
Il deputato regionale Nicola D’Agostino, che chiede un’accelerazione del processo di liquidazione, continua a marcare stretto l’Assessore Armao, ma è chiaro che non può disimpegnarsi da un percorso che, per legge, dovrebbe condurre presto alla privatizzazione. Non c’è stata alcuna dichiarazione del parlamentare nazionale Basilio Catanoso, che nei mesi scorsi si era limitato ad esprimere al liquidatore Margherita Ferro il proprio dissenso sulla chiusura degli stabilimenti.
Il Consiglio Comunale, dopo aver approvato due importanti documenti che impegnavano l’amministrazione comunale a monitorare la liquidazione in atto, ha allentato la propria attività di indirizzo e di controllo sull’operato della giunta Garozzo in materia di termalismo.
Si registra qualche segnale di attenzione da parte di alcuni consiglieri provinciali: Antonio Tomarchio ha gridato allo scandalo, denunciando che non vi è alcuna voce in favore del termalismo nell’ambito del Piano socio economico 2010-2012 redatto dall’amministrazione Castiglione; più fattivo Santo Primavera che ha fatto includere un emendamento che prevede una serie di misure e azioni in favore delle Terme e del sito di Santa Venera al Pozzo.
Non è distratta, invece, la società civile che, comunque, manifesta un mix di interesse, curiosità, attenzione, preoccupazione sul termalismo, evidenziando nuove modalità di impegno civile sulla delicatissima questione del termalismo.
La campagna di sensibilizzazione del Lions, che ha avviato dal 1 giugno un Forum permanente sulle Terme, continua a raccogliere consensi: fra le ultime adesioni, in ordine temporale, vanno registrate quelle dell’associazione dei commercialisti delle Aci (Adocec), il Rotaract Club e la storica casa tipografica Galatea Editrice della famiglia Maugeri. In totale sono quindici, e di varia estrazione: associazioni di categoria, testate giornalistiche, club service, movimenti civici ed organismi culturali. Migliaia le visite e i contatti che si registrano sui social network: il sito
www.termediacireale.it ha superato quota 3.000, mentre la pagina di Facebook sul Forum “spopola”, avendo raggiunto quasi 12.000 visualizzazioni in due settimane. Interessante il dato fornito dal sito: il 52,5% sono giovani di età compresa fra i 18 e i 34 anni.

Saro Faraci
 


27/06/2011

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