lunedý 13 luglio 2020
Anno IV - numero 28 - Direttore Grazia Scuderi - Iscritto al n. 15 del 9/06/2000 presso il Tribunale di Catania
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TERME DI ACIREALE: IL CONSIGLIO AD HOC SI FARA'

Il proficuo dialogo fra società civile e classe politica che il Forum permanente delle Terme ha stabilito da alcuni mesi inizia a maturare i primi frutti.

Il 22 ottobre scorso, il coordinamento delle associazioni e dei movimenti cittadini attivato dal Lions Club Acireale ha scritto al Presidente del Consiglio Comunale Pietro Filetti, chiedendogli di valutare l’opportunità di convocare una conferenza dei capigruppo consiliari per avviare un approfondimento sulla vicenda delle Terme, un momento propedeutico ad un’eventuale seduta del civico consesso dedicata all’argomento.

Appena sette giorni dopo, l’avvocato Filetti ha risposto positivamente alla richiesta del Forum, annunciando ai microfoni di Rei TV che la conferenza dei capigruppo sarà presto convocata e che una delegazione del Forum potrà incontrare i consiglieri comunali capigruppo per preparare al meglio i lavori consiliari. E’ il primo passo verso una seduta ad hoc del Consiglio Comunale in cui si tornerà a parlare delle Terme di Acireale, per restituire al civico consesso le dovute prerogative istituzionali ad occuparsi di un tema che non è soltanto di pertinenza esclusiva della Regione Siciliana, la quale, per legge, sta curando i due procedimenti della liquidazione e della privatizzazione.
Dall’Assessorato all’Economia non giungono più segnali di interventi o chiarimenti che i responsabili giudicano rilevanti per darne notizia all’esterno. In attesa di conoscere come verrà gestita la privatizzazione attraverso l’advisor Sviluppo Italia Sicilia, secondo gli intendimenti del Presidente Raffaele Lombardo, si è appreso che alla guida di quest’Ente, che presto però potrebbe venir assorbito da Irfis FinSicilia, è stato nominato l’ex ambasciatore Umberto Vattani.  Rimane pur sempre un mistero il perché il precedente percorso, ovvero quello di affidare l’incarico ad un advisor esterno selezionato con modalità competitiva, sia stato di fatto cancellato, nonostante non vi fossero rilevanti motivi ostativi, come segnalato dagli avvocati Dagnino e Montalbano, consulenti del Servizio Partecipazioni e Liquidazioni del Dipartimento Bilancio e Tesoro, ai quali il Ragioniere Generale della Regione Vincenzo Emanuele si era rivolto a luglio per chieder loro un parere sulla procedura avviata (nota prot. n.44109 del 13/07/2011), dopo essersi rivolto in precedenza all’Ordine dei dottori commercialisti di Palermo per valutare la congruità dell’importo a base della gara (nota prot. n.2294 del 7/07/2011).
Rimane il fatto comunque che la Regione sta accumulando inspiegabili ritardi sulla privatizzazione, contravvenendo alle previsioni del comma 1 dell’art.21 della L.R. 11/2010, il quale  dispone che “entro 180 giorni dall'avvenuta cessione alla Regione delle quote azionarie detenute dalle aziende autonome Terme di Acireale e Terme di Sciacca rispettivamente nelle società Terme di Acireale S.p.A. e Terme di Sciacca S.p.A., la Ragioneria generale della Regione attiva le procedure necessarie a porre in liquidazione le due Società e, tramite lo svolgimento di una gara ad evidenza pubblica, affida a soggetti privati la gestione e la valorizzazione dei complessi cremotermali ed idrominerali esistenti nel bacino idrotermale di Acireale e di Sciacca, compreso lo sfruttamento delle acque termali ed idrominerali, nonché le attività accessorie e complementari.”
Tra l’altro, proprio la cessione delle quote azionarie delle vecchie aziende autonome non si è ancora perfezionata, lasciando così equivoca e incerta la ricomposizione degli assetti proprietari della società di gestione sulla via della privatizzazione. Un bel pasticcio!
Sull’altro versante, ovvero la liquidazione della società Terme di Acireale SpA, in attesa di conoscere il contenuto del bilancio intermedio che, seppur depositato a fine agosto, non è stato ancora reso pubblico sul Registro delle Imprese della Camera di Commercio, incombe la vicenda dell’eventuale sfratto della società di gestione dell’Excelsior Palace Terme, cioè l’ex pastificio Leonardi acquistato a fine anni Ottanta dalla Regione Siciliana, che fa parte del patrimonio immobiliare delle Terme. Le procedure di sfratto sono state programmate per i primi giorni del mese di novembre. Il 14 ottobre scorso Giuseppina Scuderi l’amministratore unico della Palace Terme srl, società facente parte del gruppo SHR del tour operator catanese Salvo Zappalà , ha indirizzato una lettera al Presidente Raffaele Lombardo e all’Assessore Gaetano Armao facendo istanza di prosecuzione dell’attività ricettiva fino al 30 settembre 2012.  Qualche giorno dopo, esattamente il 17 ottobre, la lettera è stata inviata pure al Prefetto di Catania Francesca Cannizzo che, sollecitata ad intervenire, ha provveduto immediatamente a scrivere al Presidente Lombardo, anche se fino ad ora pare non abbia ricevuto alcuna risposta dai vertici dell’amministrazione regionale
 La controversia giudiziaria fra la società Palace Terme e le Terme di Acireale SpA (in liquidazione) per la gestione dell’albergo è non di facile soluzione e per tali motivi, per contemperare le contrapposte esigenze delle due parti, è stato chiesto al Prefetto Cannizzo un tavolo di mediazione. Da un lato, ci sono i liquidatori Michele Battaglia e Margherita Ferro che, in forza di un provvedimento giudiziario, reclamano lo sfratto dall’albergo della società che lo gestisce (la Palace Terme srl) e si accingerebbero a renderlo esecutivo nei prossimi giorni, con l’assistenza del loro legale, l’avvocato Marcello Bonaventura. Dall’altro lato, c’è la società che rivendica, in forza di un altro contenzioso tuttora pendente, il riconoscimento di alcuni crediti vantati per interventi della proprietà mai effettuati in passato, e che propone ai liquidatori un’indennità di occupazione di 200 mila euro.
Sullo sfondo di una complicatissima battaglia di carte portata avanti dai rispettivi legali, c’è la gestione di un albergo, l’Excelsior Palace Terme, attualmente l’unico in attività fra gli alberghi di proprietà della Regione, che potrebbe presto chiudere e rimanere in operativo fin quando la Regione non deciderà se riaffidarne la gestione a privati (a mezzo gara) o proseguirne la gestione in modo diretto, riproponendosi ancora una volta come “Regione imprenditrice”.
Fermi restando i contenuti giudiziari della vicenda che vanno definiti nelle sedi competenti, non sarebbe più ragionevole addivenire ad una mediazione fra le esigenze contrapposte, con il concorso del Prefetto di Catania e l’intervento dei massimi responsabili del Governo regionale, al fine di non creare ulteriore danno d’immagine al territorio, già mortificato nell’ultimo anno dalla ridotta operatività degli stabilimenti termali?

Saro Faraci


30/10/2011

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