domenica 31 maggio 2020
Anno IV - numero 21 - Direttore Grazia Scuderi - Iscritto al n. 15 del 9/06/2000 presso il Tribunale di Catania
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VENTI GIORNI ALLE ELEZIONI: POLITICA IN FIBRILLAZIONE

Mancano ormai soltanto venti giorni alla prossima scadenza elettorale.

Si tratta, inutile dirlo, di un appuntamento probabilmente storico per la Sicilia e i siciliani che non deve essere sprecato.
Ovviamente non sta a noi dirvi in che modo votare: siamo sicuri che in questi giorni state già ricevendo tante telefonate che vorrebbero indirizzarvi.

Se è solo questo potete anche stare tranquilli: nei giorni scorsi a qualcuno è capitato anche di ricevere telefonate "politiche" direttamente da centri specializzati sulla cura dei tumori, chi scrive ha ricevuto una di quelle famose e-mail spedite addirittura da qualcuno all'interno dell'università.
Insomma, finchè è solo una telefonata amichevole, potete stare davvero tranquilli.

Ma cosa sta accadendo in questi giorni in città? Ci concentriamo su quello che è il nostro territorio di competenza, le Aci, e ci rendiamo conto che il fermento è davvero incredibile.
Basta andare di sabato mattina in un bar qualunque del centro per gustare una granita (o un cappuccino se gradite) per vedere movimenti che fino ad agosto non erano così spudorati.
Entriamo al bar, verso il bancone, e alle spalle si sentono le parole "l'utilizzo dei fondi europei".

Un pensiero: "Difficile che a parlare di un tale argomento sia il pensionato che ogni giorno consuma le pagine del principale quotidiano locale alla ricerca dei necrologi".

Ad un tavolino uno dei candidati all'Ars tra gli innumerevoli acesi tenta, infatti, di spiegare il concetto astruso ad un potenziale elettore.
Proseguendo, altri due noti volti "politici" discutono animatamente: "Strategie politiche dell'immediato futuro" è facile pensare.
Dopo aver consumato la granita, fuori dal bar, sfreccia a tutta velocità un altro candidato. Altro pensiero: "Evidentemente in ritardo all'appuntamento elettorale".
In strada un altro pretendente agli scranni palermitani saluta calorosamente ogni conoscente alla lontana nonostante stia parlando animatamente al telefono.

Nessuna sorpresa, è ovvio. Quando la campagna elettorale entra nel vivo è fisiologico che la politica entri in uno stato di massima agitazione.
C'è un'ipocrisia di fondo, però, che caratterizza questo periodo: quel meccanismo per cui fino a qualche mese fa era quasi un privilegio avvicinare il politico di turno per segnalare un problema generale (e non per una raccomandazione, che quelle invece servono, soprattutto in campagna elettorale); e quando succedeva si avevano a disposizione pochi minuti mentre oggi sono tutti interessati ad ascoltare e ad incontrare, ad informarsi e ad infomare.

Lo sono davvero? Questo è l'interrogativo che, da solo, deve risolvere ogni cittadino onesto.
Un solo metodo per eludere questo meccanismo: scegliamo con coscienza e non facciamoci abbindolare.

Davide Quattrocchi


07/10/2012

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