lunedì 17 giugno 2019
Anno IV - numero 24 - Direttore Grazia Scuderi - Iscritto al n. 15 del 9/06/2000 presso il Tribunale di Catania
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IL MONDO DOVEVA FINIRE NEL 2012 E INVECE...

Fine anno è tempo di bilanci, anche politici, e con le righe che seguiranno proviamo a tratteggiare alcuni aspetti decisivi del 2012 che, si spera, potranno essere utili ad affrontare il 2013.
Premesso che da mesi ormai la cantilena che si sente provenire dagli uffici comunali di ogni città è: "Soddi non ci nn'è!", bisogna chiarire che ovviamente non pretendiamo (e crediamo nemmeno i cittadini) che i nostri amministratori locali abbiano messo su opere faraoniche, a volte basterebbe molto meno!
Uno degli aspetti che possono rappresentare una spia di buona amministrazione è sicuramente la percentuale di raccolta differenziata: capite bene, quindi, che stiamo messi molto male.

Le percentuali, ovunque, sono infatti basse, bassissime e i livelli "civili" del resto d'Italia o d'Europa sono lontanissimi.
Non possiamo però tacere che qualche sforzo è stato fatto: sia Acireale che Aci S. Antonio (qui soprattutto negli ultimi dodici mesi) hanno cercato di aumentare le proprie percentuali ed hanno esteso il servizio a vaste aree del territorio.

Ad Aci Catena, complice anche il mutamento politico causato dalle elezioni comunali, la situazione pare un po' più indietro.
A proposito di elezioni non possiamo non parlare di quelle catenote, le uniche nell'ultimo anno nel territorio delle Aci: sono state un vero e proprio laboratorio politico in cui si sono provati schemi, strategie e schieramenti in vista delle future locali e, soprattutto, nazionali del 2013.

La vittoria di Maesano, finora, sembra essere stata solo un particolare.
Ad Aci S. Antonio la disputa politica ha vissuto un'accelerazione sempre più netta a partire da Giugno 2012: i preparativi per la campagna elettorale del Maggio 2013 hanno portato ad una netta spaccatura tra il sindaco Pippo Cutuli, rimasto nel Partito dei Siciliani dell'ex presidente della Regione Raffaele Lombardo, e l'opposizione comunale formata da un nugolo sempre più nutrito di consiglieri comunali appartenenti a partiti di diversa origine: si va dal Pdl al Pd, da una costola dell'Udc (vicina all'onorevole regionale catenoto Raffaele Pippo Nicotra) agli ex Mpa vicini all'onorevole regionale acese Nicola D'Agostino intanto passato ufficialmente all'Udc.

In cucina qualcuno lo definirebbe un "mappazzone" del quale non è ancora possibile riconoscere un sapore ben definito: solo il tempo, e l'avvicinarsi della scadenza elettorale, diranno cosa uscirà fuori. Qualcuno, a tal proposito, parla di una possibile candidatura dell'attuale presidente del Consiglio comunale Nuccio Raneri. I dubbi sono quelli di sempre: chi appoggerà Cutuli che non ha alle spalle i voti degli ex Mpa ma ha cinque anni di governo in più? Cosa faranno Pippo Di Stefano (ex assessore con Cutuli) ed Enzo D'Agata (consigliere provinciale con La Destra)?
Ad Acireale la situazione politica si è evoluta come uno tsunami: la maggioranza politica che ha portato all'elezione a sindaco di Nino Garozzo non c'è più mentre è risalita l'opposizione. Caso più unico che raro nella pur stravagante storia politica italiana: l'Udc alle ultime elezioni non ottiene nemmeno un consigliere comunale. Oggi è il primo partito. La domanda principale è: ci resterà? Troppe sembrano le teste all'interno del partito di Casini. Difficile sarà far convivere chi è abituato a vedersi come avversario.

Chi, o cosa, riuscirà a portare sulla stessa strada Nicola D'Agostino, Pippo Basile e Santo Primavera giusto per citarne alcuni?
Il 2013 porterà grosse novità politiche perchè grossa è stata la novità data alla politica siciliana dal caso Crocetta: attorno al neo presidente si sono formati gruppi dirigenti che, almeno elettoralmente, contano molto e anche la politica locale non potrà farne a meno.
Così come non potrà fare a meno, ormai, del Movimento 5 Stelle che ad Acireale ha ottenuto un risultato impensabile per la stragrande maggioranza degli osservatori: avere un deputato regionale con oltre 5000 voti è un risultato che avrà sconvolto qualche mammasantissima abituato a governare la politica.

C'è solo un problema: al prossimo scontro elettorale sarà ancora necessario spostare Beppe Grillo? Il movimento potrebbe, condizionale d'obbligo, andare incontro ad una flessione più o meno grave: come reagirà la base?

Quello che incombe è il "rischio Maya": che tanto avevano promesso ma che poi...

Davide Quattrocchi
 


30/12/2012

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