sabato 20 luglio 2019
Anno IV - numero 28 - Direttore Grazia Scuderi - Iscritto al n. 15 del 9/06/2000 presso il Tribunale di Catania
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IL PARCO VALLE DELL'ACI INSERITO NEL RIMODULATO SISTEMA REGIONALE DEI PARCHI ARCHEOLOGICI

Buone nuove sono giunte la scorsa settimana per il Parco archoelogico e paesaggistico della Valle d'Aci.
Dopo l'esclusione decretata qualche mese fa il Parco è stato infatti inserito nel rimodulato sistema regionale dei parchi archeologici, previsto dal decreto numero 117 firmato dall'assessore regionale ai Beni culturali Mariarita Sgarlata.
Tante le reazioni politiche registrate.
“Una bella notizia –ha dichiarato il segretario di circolo acese del PD Antonio Raciti– che attendevamo con speranza. L'istituzione del Parco Valle dell'Aci è il primo tassello di un mosaico che il Pd acese ha sintetizzato nella formula Terme-Natura-Cultura. Gli ambiti interessati dalla perimetrazione del Parco oltre a ricomprendere le aree archeologiche, consentono di integrare in un unico disegno di fruizione importanti emergenze: culturali, come le vestigia delle Terme romane; paesaggistiche, come la via dei Mulini e il promontorio di Capomulini; naturalistico-ambientali, quali la Riserva della Timpa e quella marina dell’Isola Lachea. Solo così Acireale potrà ritrovare la propria identità che negli ultimi decenni è stata smarrita e mortificata”.
“Il Parco Archeologico delle Aci è realtà -ha sottolineato il deputato regionale, on. Raffaele Pippo Nicotra-. Esprimo la mia personale soddisfazione per un progetto da me lungamente inseguito ed appoggiato in tutte le sedi istituzionali che finalmente trova piena attuazione attraverso un piano di sviluppo regionale mirato, in grado di rilanciare uno dei settori trainanti dell’economia locale, rimasto ingiustamente ignorato, nonostante gli appelli delle associazioni che ringrazio per avermi sostenuto e incalzato in questi anni di dure battaglie politiche. Mi pregio di essere stato tra i primi parlamentari regionali a sostenere il piano che prevede, tra gli altri, la realizzazione di un anfiteatro con mille posti a sedere nell’area termale di epoca romana di Santa Venera al Pozzo, nel territorio Acicatena”. In quel bellissimo sito archeologico poco valorizzato una volta completati i lavori di adeguamento dello spazio interno con il previsto anfiteatro, si potranno organizzare eventi estivi di spessore, capaci di attirare risorse e muovere l’economia di un’area storicamente appetibile eppure ignorata dai circuiti turistici della Sicilia”.
Soddisfazione è stata espressa anche da parte del segretario nazionale dei Giovani Democratici e parlamentare nazionale, on. Fausto Raciti: “E' il primo, importantissimo passo verso un modello di sviluppo del territorio completamente diverso. L'impegno e la tenacia del Pd di Acireale sono stati premiati, senza dimenticare le associazioni e gli altri soggetti che hanno condiviso questa battaglia, tra cui mi piace ricordare la Sovrintendente ai Beni culturali di Catania arch. Fulvia Caffo. L'istituzione del Parco archeologico apre alla possibilità di una collaborazione con l'Ibam (Istituto Beni Archeologici e Monumentali), organismo del Cnr di Catania, che ha avanzato alla Sovrintendenza un progetto di ricerca triennale sulle aree del Parco. Inoltre, il reinserimento è un segnale politico che riguarda il delicato nodo della depurazione dei reflui. Su questo punto, l'intera classe dirigente acese deve dimostrarsi capace di un ulteriore sforzo comune sulla soluzione di Pantano d'Arci, senza primogeniture infantili. Godiamoci questa bella notizia e rimettiamoci subito al lavoro”.
Infine il coordinatore del Megafono Acireale, Biagio Spoto: “Si tratta di un obiettivo di straordinaria importanza per il rilancio economico, ambientale e culturale del nostro territorio, sul quale ci siamo caparbiamente impegnati attraverso l’azione diretta del dott. Giuseppe Cicala e collaborando con il Comitato civico “Terre di Aci”, presieduto da Mario Patanè, che tanto ha fatto per raggiungere questo risultato. Si aprono adesso scenari ambiziosi per programmare attorno al Parco Archeologico e Paesaggistico, che da S. Venera al Pozzo alla Timpa, passando per Capomulini, comprenderà un pezzo fondamentale del territorio acese, un nuovo modello di sviluppo basato sul turismo sostenibile, sulla fruizione del nostro patrimonio di beni culturali e sulla valorizzazione di un contesto ambientale unico per ricchezza e varietà”.
Attraverso un nuovo decreto si procederà adesso alla definitiva perimetrazione e all'adozione del regolamento che riguarda l'aspetto normativo e quello gestionale.


28/01/2014

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