venerdì 19 aprile 2019
Anno IV - numero 15 - Direttore Grazia Scuderi - Iscritto al n. 15 del 9/06/2000 presso il Tribunale di Catania
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IL NO DI ACIREALE ED ACICATENA ALL'AREA METROPOLITANA DI CATANIA. "PRESTO LA DELIBERA PER LA FUORIUSCITA"

 

 

Area metropolitana si o no? La risposta giunta nei giorni scorsi da Acicatena ed Acireale sembra abbastanza chiara. Una risposta negativa sottolineata anche dal neonato “Comitato spontaneo per la difesa e dell’identità e dell’autonomia delle Aci” che ha incontrato lunedì il sindaco di Acicatena Ascenzio Maesano e martedì quello di Acireale Nino Garozzo.All’ordine del giorno, appunto, la legge di riordino dei territori in Sicilia, che è stata di recente votata dall’Ars, con le conseguenti azioni da intraprendere a seguito della pubblicazione della Legge. Netta la dichiarazione del sindaco Garozzo: “Per Acireale significa innanzi tutto e immediatamente la fuoriuscita dalla Città metropolitana di Catania”. Il primo cittadino acese ha quindi preannunciato l'invio al segretario generale della richiesta di redazione di una delibera di Giunta da sottoporre alla votazione del Consiglio comunale che sancisca la fuoriuscita di Acireale dalla Città metropolitana di Catania e, come da legge, l’ingresso nel libero consorzio dei comuni ex Provincia regionale. “Le Aci -ha proseguito Garozzo- debbono decidere assieme il proprio destino, fuoriuscendo dalla Città metropolitana di Catania e adoperandosi nel tentativo di costituzione di un nuovo libero consorzio delle territorialità della zona. In ogni caso, l’uscita dalla Città metropolitana di Catania, è da fare subito e con delibera immediata, perché questo atto da solo darebbe già la possibilità di essere protagonisti nel libero consorzio dell’ex Provincia, dove territorialità aventi pari dignità istituzionale e possibilità di compararsi su piani paritari, potranno davvero pensare ad un percorso comune di sviluppo, serio e rispondente ai desiderata dei propri cittadini. Il Comitato vede la possibilità di lanciare la possibilità di un libero consorzio delle Aci o di questo territorio, ed anche a questo siamo assolutamente favorevoli. Abbisogna però di ulteriori, gravosi atti, che la pessima legge votata dall’Ars impone”. Il portavoce del Comitato, avv. Nando Gambino, ha quindi sottolineato l’immediatezza con la quale “i comuni sono chiamati ad esprimersi, già in questa primissima fase, con la fuoriuscita dalla fogocitante Città metropolitana di Catania, dove i comuni dell’ex provincia non potrebbero che essere solo realtà secondarie, poste ai margini del grande centro cittadino. Rimaniamo convinti, pur ben conoscendo le difficoltà che il legislatore ha voluto porre, che un Consorzio ancora più identitario, delle Aci o dei territori a Nord di Catania, possa costituirsi nella piena parità delle territorialità partecipanti. E per tale motivo, anche se è già un successo la fuoriuscita dei comuni dalla Città metropolitana di Catania, continueremo a lavorare per il raggiungimento dell’obiettivo”.

 


01/04/2014

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