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Anno IV - numero 45 - Direttore Grazia Scuderi - Iscritto al n. 15 del 9/06/2000 presso il Tribunale di Catania
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ACICATENA: IL NUMERO DI TELEFONO DELL'ASSESSORE



L'idea di base è semplice: l'assessore fornisce a tutti il proprio numero di cellulare personale così da essere raggiungibile da tutti i cittadini.

Le interviste alle tv locali servono a diffondere la notizia e, conseguentemente, il numero di telefono che appare in sovraimpressione.
L'assessore Salvatore Leonardi di Aci Catena ha così deciso di "avvicinare" la politica ai cittadini: "Ci sono problemi - ha spiegato nel corso di interviste ai tg locali - che attendono da anni di essere risolti e problemi che, al contrario, non possono attendere le lungaggini burocratiche necessarie".
Siamo sicuri che si tratti di una buona idea? Ne dubitiamo.
Anzitutto dobbiamo segnalare che non è un'idea originale se, già nel 2009, il comune di Chiaverano, 2500 abitanti nel torinese, ha visto all'opera "l'assessore delle piccole cose" pronto a venire in aiuto dei cittadini per risolvere i problemi quotidiani (al riguardo è possibile leggere qui:http://www.anci.it/index.cfm?IdDett=20989&IdSez=10024&layout=dettaglio).
Ma poi cosa significa, realmente, dare il proprio numero di cellulare potenzialmente a 29.715 abitanti (fonte wikipedia)?
Significa sancire, definitivamente, la sconfitta della burocrazia comunale e bollarne l'incapacità di risolvere i problemi (siano essi grandi o piccoli) che affliggono l'intero territorio.
Se avete pensato "Ma è così!", non avete colto il problema: non deve essere così! Ed un assessore comunale non solo non deve pensare una cosa del genere (perchè in fondo anche lui fa parte della burocrazia necessaria alla democrazia) ma deve, al contrario, impiegare ogni proprio sforzo affinchè la burocrazia migliori la propria capacità di risolvere, in tempi brevi se i problemi sono "piccoli" o nei tempi tecnici strettamente necessari in caso di problemi "grandi", ogni tipo di questione che il territorio può porre alla macchina comunale.
Non dimentichiamoci, infatti, che la burocrazia, che spesso viene vista negativamente, garantisce una neutralità ed un'applicazione a tutti delle regole che governano il nostro vivere democratico e che sono la base fondante dello Stato di Diritto.
Se qualcosa non funziona, la soluzione non è chiamare l'assessore o il consigliere comunale per sbloccare una pratica ma segnalare l'eventuale disfunzione alle autorità gerarchicamente superiori o, se del caso, all'autorità giudiziaria.

Davide Quattrocchi 

 

26/07/2016

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