venerd́ 14 dicembre 2018
Anno IV - numero 49 - Direttore Grazia Scuderi - Iscritto al n. 15 del 9/06/2000 presso il Tribunale di Catania
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ADDIO ENRICO

 

Il mondo del giornalismo è in lutto per la prematura scomparsa del giornalista professionista Enrico Escher.
Escher, 51 anni, da tempo lottava contro un male incurabile.
Aveva iniziato la sua attività giornalistica al quotidiano “Espresso Sera” di Catania. Era  quindi passato a far parte della redazione di Antenna Sicilia, diventando professionista.
Ha lavorato anche al quotidiano La Sicilia con la qualifica di vice caposervizio della redazione cronaca di Catania.
E’ stato uno dei primi giornalisti ad occuparsi dell'informazione telematica. Negli ultimi anni aveva anche ricoperto il ruolo di docente di “Televisione e nuovi media” al corso della Comunicazione della Facolta' di Lingua straniera dell'Universita' di Catania dove ha fondato il magazine Step1 gestito da una redazione formata da studenti, che in pochissimo tempo ha raggiunto risultati eccellenti. Ultimamente il periodico era giunto al secondo posto nella sezione "blog" del "XXX premio internazionale Ischia di giornalismo".
Noi dell’ECO DELLE ACI vogliamo ricordare Enrico Escher proprio attraverso un suo contributo tratto da Step1magazine. Contributo che, meglio di ogni nostro commento, descrive a nostro avviso il carattere, la bravura professionale e lo spessore umano del caro Enrico. Ecco il testo:
“Lo confesso: sono un coglione, come ci ha elegantemente definito  con il sorriso sulle labbra, per carità! - il nostro presidente del consiglio.
Sono un italiano di quelli che credono nella magistratura e nella giustizia, nel rispetto delle regole, in un paese che non sia dominato dai furbi, un paese senza privilegi ma con i diritti di tutti rispettati in ugual modo.
Sono un coglione: pago le tasse fino all'ultima lira, posteggio all'interno delle strisce blu, faccio la fila aspettando il mio turno, non insulto chi la pensa in modo diverso da me. Voto per il centro sinistra, sono di sinistra, ma non credo che chi vota a destra sia un pericoloso nemico, che vada rinchiuso o insultato. Credo che la politica sia confronto di idee, anche aspro, ma che rappresenti modi e ricette diverse per amministrare le città, la regione, il Paese. Per riequilibrare le disuguaglianze. Per consentire a tutti di avere opportunità uguali e uguali diritti.
Sono un coglione e non me ne pento. Ho deciso, per la prima volta nella mia carriera, di prendere ufficialmente posizione. Perché credo sia giusto, in un momento come questo, contrapporre alla logica degli insulti, che ha contrassegnato la più brutta campagna elettorale che io ricordi, quella dell'assunzione di responsabilità.
Credo che ai nostri figli, ai nostri studenti, ai nostri ragazzi vada insegnato il senso dell'onore e dell'orgoglio per le proprie idee, senza paure e senza ipocrisie. Figlio del dialogo, di cui non bisogna avere mai paura, della disponibilità a parlare con gli altri per affermare le proprie convinzioni ma senza demonizzare chi la pensa diversamente.
Sono un coglione e non sopporto più l'arroganza di chi si ritiene superiore a tutto e a tutti, di chi infrange le regole, di chi insulta gli avversari e crede soltanto in un paese che dica sempre e soltanto sì.
Con il rispetto indispensabile per le convinzioni di tutti, ho pensato che sia arrivato il momento di dire basta. Alla politica come cabaret, alle favole al posto dei fatti, alla demagogia come pratica di potere. Mi assumo personalmente la responsabilità di quanto ho scritto, confermando al tempo stesso che questo giornale è e sarà sempre aperto alle voci di tutti. Senza pregiudizi, senza censure”.

 


13/07/2009

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