mercoledì 8 settembre 2010
Anno III - numero 36 - Direttore Grazia Scuderi - Iscritto al n. 15 del 9/06/2000 presso il Tribunale di Catania
Altre Notizie
Altri Articoli

Via Cavour, 26 95024 Acireale CT
- ORE 18.00 20.00 22.00 GIUSTIZIA PRIVATA CON J FOXX G BUTLER NON SFUGGIRETE ALLA SUA LEGGE….ALLA SUA VENDETTA INTRAPRENDENTE PER TUTTI RIDOTTO DONNE EURO 3.50
- ORE 18.00 20.00 22.00 NIGTHMARE 2° SETT DI SUCC RIDOTTO DONNE EURO 3.50

www.margheritamultisala.it



Ricerca
Acicatena » Politica
StampaInivia a un amico

Acicatena – I beni confiscati alla mafia sono “cosa nostra”

Incontro tra Libera, amministratori locali e cittadini sul riutilizzo sociale dei beni sottratti alla mafia

 

Valorizzare gli immobili sottratti alla mafia anziché venderli: l’incontro intitolato Beni confiscati: simboli e risorse di comunità libere, svoltosi lunedì 14 dicembre presso l’aula consiliare “Francesco Strano” del Palazzo comunale di Acicatena, è stato segnato dalla scottante attualità.

Quella di una legge finanziaria 2010 che, per fare cassa, mette all’asta i beni confiscati non destinati entro il termine legale dei 90 giorni: un autogol, un favore a mafiosi e corrotti a detta degli addetti ai lavori. All’evento sono intervenuti Dario Montana, responsabile del coordinamento provinciale dell’associazione Libera (promotrice dell’evento), Antonio Curasì, magistrato in pensione, Giancarlo Bonfiglio, assessore al Bilancio del Comune di Acicatena, Luciano Guarino, presidente del C.D.A. del Consorzio Sviluppo e Legalità di Palermo e Floriana di Leonardo, socio fondatore della Cooperativa Pio La Torre di San Giuseppe Jato. Assolutamente non casuale la location: il Comune di Acicatena detiene infatti la presidenza del Consorzio Etneo per la Legalità, che unisce i sedici Comuni della provincia di Catania con il maggior numero di beni immobili confiscati. «Si è trattato del primo incontro presso il nostro Comune su queste tematiche – ha spiegato ai nostri microfoni l’assessore Bonfiglio, presidente delegato del Consorzio Etneo per la Legalità – e per questo ringrazio l’associazione Libera, che ha avuto la sensibilità di organizzarlo. Bisogna sottolineare – ha poi proseguito - l’importanza che ha, nella gestione dei beni confiscati, il lavoro di gruppo svolto dalle istituzioni: in primis la Prefettura e poi la politica, il consorzio e le associazioni. Per quanto riguarda il territorio delle Aci c’è innanzitutto da segnalare la recente adesione al consorzio da parte del Comune di Accastello: per quanto riguarda Acicatena invece abbiamo presentato dei progetti relativi a due appartamenti, uno dei quali farà da sede all’associazione Arcobaleno, che opera quale centro ascolto antipedofilia, mentre l’altro andrà ad un istituto di suore che da decenni si occupa di recupero del disagio giovanile».

In apertura Dario Montana si è rivolto ai politici presenti in sala chiedendo loro di farsi promotori presso i rispettivi partiti (PDL) di una richiesta di modifica dell’emendamento 2.300 della legge finanziaria, che mette all’asta gli immobili confiscati: l’obiettivo è evitare che questi ricadano nelle mani dei vecchi padroni. A seguire l’intervento del dott. Curasì, ex P.M., che ha ricostruito l’evoluzione delle misure patrimoniali dall’origine ai giorni nostri. Luciano Guarino ha invece sottolineato come grazie alla legge 109/96, minacciata dalla legge finanziaria che il Parlamento si appresta a votare, si sia passati dall’antimafia della repressione all’antimafia della prevenzione: esempio più lampante quello delle cooperative che gestiscono i terreni confiscati in provincia di Palermo, che sono riuscite a dare lavoro sano e pulito a tanti di quei ragazzi che prima lavoravano in nero, sottraendo così potenziale manovalanza dalle mani di Cosa Nostra. A chiudere la testimonianza di Floriana di Leonardo, socio fondatore di una di tali cooperative, che ha reso il pubblico partecipe delle difficoltà ma anche delle soddisfazioni che vivono i ragazzi impegnati quotidianamente nella coltivazione dei terreni appartenuti alla mafia.

Nel mezzo l’intervento del Sindaco Raffaele Nicotra, membro della Commissione Antimafia dell’ARS, raggiunto nel maggio scorso da un avviso di garanzia per favoreggiamento di appartenenti alla mafia, che ha illustrato l’iniziativa di creare un’agenzia regionale per i beni confiscati alla mafia al fine di velocizzare la procedura di destinazione degli stessi.

«Il bilancio della serata – ha infine commentato il dott. Curasi – non può che essere estremamente positivo perché si è riusciti a rendere la dimensione effettiva dello stato attuale in tema di beni confiscati alla mafia, e ciò visto da diversi punti di vista».

 

Alessandro Petralia


18/12/2009