venerdì 10 settembre 2010
Anno III - numero 36 - Direttore Grazia Scuderi - Iscritto al n. 15 del 9/06/2000 presso il Tribunale di Catania
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ABUSIVISMO EDILIZIO: TORRISI VUOL VEDERCI CHIARO

Tutto ha avuto inizio con una denuncia da parte di un privato cittadino che ha fatto insospettire il consigliere comunale del Pdl Giuseppe Torrisi: "Ci saranno altri casi del genere?" si è chiesto il politico del quartiere S. Giovanni.
Così ha chiesto all'amministrazione comunale nel corso dello scorso consiglio comunale ricevendo una risposta a suo avviso "insufficiente".
Pubblichiamo le parole del consigliere e la risposta ufficiale del sindaco di Acireale Nino Garozzo.

 

 

 

DQ

 

La questione posta dal consigliere Torrisi è semplicissima nella sua comprensione. Per il caso singolo, pur non denominato ma facilmente individuabile, gli atti repressivi sono già in corso e in fase avanzata. Sia i vigili urbani che il settore urbanistica hanno compiuto gli atti necessari e obbligatori e altri ce ne saranno da compiere. Dall’altro lato non si può non ricavare da quelle dichiarazioni un richiamo forte all’Amministrazione al rispetto della Legge. E la Legge sugli abusi edilizi parla chiaro; non solo dispone che al novantesimo giorno dall’ordinanza di demolizione l’immobile passi automaticamente al Comune, ma anche che lo stesso proceda con attività repressiva. Quindi acquisizione di fatto, spoglio del possesso di ogni singola abitazione, scelta in consiglio comunale tra la demolizione coattiva o acquisizione al patrimonio comunale. Tutto questo è attività doverosa prevista dalle norme sulla repressione di abusi edilizi.

Non possiamo nascondere che ciò rappresenta un’emergenza sociale che riguarda tutti i comuni dell’isola e questo significa anche agire con imparzialità, in maniera cronologica, senza scegliere l’immobile o la famiglia, se è ricca o povera, in quanto la Legge obbliga a farlo con tutti.

Questo vuol dire essere il Comune che per primo adempie in maniera rigorosa e tassativa ad un obbligo di Legge, col rischio che a breve o medio termine qualcuno trovi la norma riparatrice per tutti, ma noi avremmo già demolito e spogliato dei loro beni, seppure in parte o del tutto abusivamente realizzati, i nostri concittadini.

Questo è il procedimento, previsto anche dalle sanatorie, qualora queste fossero rigettate. Non si può procedere in maniera parziale e, dico subito, che già dal 2005 il Comune ha disposto una conferenza permanente, che tutto questo è attività gestionale e non riconducibile al Sindaco che non è responsabile se con come atto di indirizzo, già fatto appunto nel 2005.

Adesso, ovviamente, dopo il richiamo ai nostri doveri c’è un ulteriore atto d’impulso fatto dal Sindaco, ripreso dal Segretario e inviato agli uffici, perché si proceda con i procedimenti. Questa è la verità: non si può cercare nella confusione di dire non vogliamo togliere la casa a chi non sta bene,a chi non è in grandi condizioni economiche, piuttosto che all’altro. I procedimenti si portano tutti al traguardo, questo ci impone il richiamo ai nostri doveri del consigliere Torrisi”.

Il sindaco poi ha aggiunto che “sulla sanatoria ci sarà pur una ragione perché in Sicilia non sono andate avanti quella dell’85, del 94 ed anche quella del 2003 su aree parzialmente vincolate. Secondo il richiamo compiuto, anche questi immobili entrerebbero a far parte della vicenda, malgrado l’Ars, anche su nostra sollecitazione, abbia più volte ipotizzato una soluzione”.

 


07/03/2010