“CONCETTO LO BELLO DA SIRACUSA, L'UOMO E L'ARBITRO ATTRAVERSO I MEDIA”
Affollata conferenza presso la sezione acese dell’A.I.A. in occasione della presentazione dell’ultimo libro che racconta il compianto “don Concetto”.
Il convegno, fortemente voluto dal presidente della sezione A.I.A. di Acireale, Olindo Ausino e dal prof. Salvatore Consoli, presidente del Cine Foto Club Galatea, ha celebrato la figura dell’arbitro più grande di tutti i tempi ad ormai 19 anni dalla sua scomparsa. Entrato nell’A.I.A. a 20 anni, Concetto Lo Bello scalò ben presto i vertici dell’associazione, diventando arbitro internazionale nel ’58. Fischio perentorio ed autoritario, che gli valse l’appellativo di “Abd El Karim”, ferocissimo pirata saraceno.
Una carriera intensa e permeata dalla disciplina, tanto da far coniare un neologismo che indicasse il suo atteggiamento tanto rigoroso: il cosiddetto “lobellismo”. Atteggiamento, quello del “tiranno di Siracusa” (così lo ha definito in passato Gianni Brera), che intendeva veicolare il messaggio del corretto comportamento fuori e dentro il campo, a fini sociali ed educativi. A garanzia di una sicura imparzialità, sottomise con sempre più rigoroso fascino l’intero settore calcistico, compreso il comparto dell’informazione sportiva – fu, infatti, il primo arbitro ad aver ammesso un proprio errore davanti ad una moviola -. Lo Bello guadagnò ben presto un prestigio senza pari in ambito nazionale ed internazionale e con questo una popolarità straordinaria che gli valse nel ’72 l’elezione a deputato per la Dc. Per anni assorse all’incarico parlamentare, pur continuando l’attività arbitrale. Questa sua scelta gli attirò addosso non poche polemiche; quando, infatti, l’allora segretario democristiano Mariano Rumor pretese le sue dimissioni dall’A.I.A., in quanto fosse a dir poco disdicevole che un onorevole girasse ogni domenica i campi di tutta Italia, egli per tutta risposta soggiunse che piuttosto avrebbe rinunciato all’incarico parlamentare. Con questo mandato, fu promotore della legge 781/1975, atta a regolamentare i finanziamenti per strutture sportive d’avanguardia per il Mezzogiorno, che sfruttò qualche anno più tardi,in qualità di sindaco di Siracusa, per dotare la sua comunità di una cittadella sportiva con strutture d’eccellenza. Il suo palmares vanta diversi record: ha collezionato ben 328 presenze in Serie A, record che ad oggi resta imbattuto, ed è stato il più anziano ad aver diretto una partita internazionale a 50 anni suonati.
A ricordarlo ad Acireale sono stati i fidi guardali
nee Pietro Nicolosi e Franco Di Gaetano, oltre agli amici fraterni Gaetano Sconzo, Elio Gervasi e Domenico Tempio. Attraverso la preziosa testimonianza dei figli Franca e Rosario, l’autore del libro, il siracusano Giuseppe Basile, ha ripercorso la vita della “giacchetta nera” aretusea, segnata fortemente dallo sport.
Non solo il calcio. “Don Concetto” fu pioniere di sport meno conosciuti, ricoprendo per diversi anni l’incarico di Presidente nazionale della Federazione Pallamano Italiana e fondando l’Ortigia Pallanuoto. Particolare l’aneddoto raccontato da Franco Di Gaetano che, infortunatosi durante un Lazio-Milan, fu “invitato” da Lo Bello a finire la partita (“Curn….., sùsiti! Io partita non ne sospendo!”). Curioso anche quello narrato dall’acese Pietro Nicolosi, secondo cui Lo Bello avrebbe simulato di non comprendere il “piemontese” di Pietro Anastasi, storico centravanti catanese in forza alla Juventus, reo, secondo l’arbitro siracusano, di aver dimenticato le proprie origini isolane.
Del popolarissimo Lo Bello si ha memoria anche quando accettò di finire la gara, in barba alle disposizioni federali, nonostante ci fossero 5.000 persone a bordo campo, che avevano sfondato i cancelli dello stadio in occasione di un Napoli-Juventus. Sarcastico, invece, fu Lo Bello, divenuto da poco onorevole, quando, marcato stretto da un ufficiale dell’Arma perfino all’interno del campo di giuoco, porgendogli il fischietto, gli offrì di arbitrare al suo posto. Di certo non ci restano solo gli aneddoti, bensì l’insegnamento di un uomo, di un arbitro, di un politico che ha sempre messo lo sport al primo posto, sottolineandone valori e finalità sociali.
Giuseppe Finocchiaro
07/03/2010

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