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Anno IV - numero 50 - Direttore Grazia Scuderi - Iscritto al n. 15 del 9/06/2000 presso il Tribunale di Catania
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GIORNATA DEL FONDO AMBIENTALE ITALIANO

 
 
 
 
 
 

E’arrivata  la primavera e con essa, puntuale come ogni anno, è arrivata anche la “Giornata FAI”, che quest’anno ha celebrato il suo diciottesimo anno.

Il FAI, Fondo Ambiente Italiano, che ha come missione quella di difendere e recuperare i tesori ambientali e artistici  del nostro Paese, mette ogni anno a disposizione di tutti gli Italiani, in tutte le regioni , palazzi, castelli, chiese, giardini, conventi, biblioteche, aree archeologici,  musei,  teatri e persino paesaggi. Si tratta di siti particolari, molti dei quali segreti o, comunque, ai quali non è possibile normalmente accedere.
Così, lo scorso fine settimana, milioni di persone hanno potuto visitare i 590 siti scelti per la  Giornata FAI 2010. Per l’ingresso, come sempre, non era previsto il pagamento di alcun biglietto, ma ciascuno poteva dare il proprio libero contributo. Contributo che il FAI utilizzerà per realizzare i propri obbiettivi.
Quattro di questi 590 luoghi si trovano ad Acireale.

Trattasi  della villa Belvedere, di  piazza  Garibaldi, piazza Vigo e della biblioteca  Zelantea. Anche noi dell’Eco li abbiamo visitati.

A farci compagnia  tantissime altre persone, tutte molto entusiaste della possibilità loro offerta.

A fare da guida, fornendo dettagliate spiegazione sula storia dei luoghi, i bravissimi  studenti, non meno entusiasti dei visitatori, di diverse scuole acesi.
Dei quattro siti, a suscitare maggiore interesse  è stata senza dubbio la biblioteca Zelantea. 

Per due motivi. Prima di tutto, gli acesi, e non solo, hanno avuto l possibilità di visitare la splendida raccolta di quadri racchiusi al suo interno. Si tratta di opere di grande pregio, appartenenti, tra gli altri, a Pietro Paolo Vasta, a Giacinto Platania, Saru Spina e molti altri. Un’occasione unica, visto che la pinacoteca, di solito, non è aperta al pubblico.  

L’altro motivo, che ha reso particolarmente coinvolgente la visita alla Zelantea, è stato il ritrovato ’”Acis Hortus Regius”, ossia l’erbario fatto realizzare da Giuseppe Riggio nel 1811. Divisa in quattro volumi, l’opera raccoglie gli studi effettuati dal Riggio su circa ottocento specie di piante,  che egli coltivava nel suo orto sulla Timpa. Dopo la morte di Riggio, l’Erbario, illustrato dal pittore acese Emanuele Grasso, ebbe alterne vicende, che lo allontanarono da Acireale per oltre due secoli. Fino a quando, recentemente, il noto editore Franco Maria Ricci lo ha ritrovato, pubblicato e restituito l’originale alla città di Acireale, facendone dono alla Zelantea.

Stefania Pavone


28/03/2010

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