giovedý 12 dicembre 2019
Anno IV - numero 49 - Direttore Grazia Scuderi - Iscritto al n. 15 del 9/06/2000 presso il Tribunale di Catania
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ROMPICAPO A NEW YORK


Si conclude con “Rompicapo a New York” la trilogia diretta da Cedric Klapisch, iniziata nel 2002 con “L’appartamento Spagnolo”. Il regista, negli anni, ha accompagnato una generazione di ventenni alle soglie dei 40 anni, dal progetto Erasmus ai problemi dell’età matura. Rispetto al primo film il clima di entusiasmo attorno all'Unione Europea e alle possibilità di libero scambio culturale è attenuato per via della crisi economica.
Ritroviamo Xavier che nel secondo capitolo, Bambole russe (2005), lavorava in un’azienda come ghost -writer come scrittore. Libero da vincoli aziendali e più vicino ai suoi sogni adolescenziali. Vive a Parigi, ha quarant'anni, una moglie, due figli e una crisi da gestire. Wendy, la sua compagna, lo sta lasciando per un fidanzato ricco e americano con cui si trasferisce presto nel cuore di Manhattan. Con le donne, infatti, Xavier ha sempre il solito problema di non riuscire a conoscerle fino in fondo. Decide questa volta, però, di seguire il cuore e di volare a New York dove, come in un rompicapo, la sua vita si complica per poi “risolversi” con un lieto fine. Nella Grande Mela dovrà scontrarsi con non poche difficoltà: una società ostile, particolarmente complessa per chi è straniero, l’impossibilità di ottenere una cittadinanza se non con mezzi illegali. Alla fine riesce a scrivere il suo romanzo, che si chiamerà, appunto “Rompicapo a New York”. Dopo qualche iniziale difficoltà si prenderà anche cura dei suoi figli, firmerà le carte del divorzio e organizzerà un matrimonio bianco per ottenere la cittadinanza americana! Costruito in modo che sia perfettamente comprensibile anche a chi non abbia visto i due capitoli precedenti, questa parte della trilogia si basa, soprattutto, sulla complicata quanto normale vita di un uomo di oggi, sulla moltitudine di dubbi e incertezze legati all'età adulta!