marted́ 11 dicembre 2018
Anno IV - numero 49 - Direttore Grazia Scuderi - Iscritto al n. 15 del 9/06/2000 presso il Tribunale di Catania
Le nostre rubriche
Arte

Lucas Cranach. L’altro Rinascimento
Un linguaggio artistico diverso da Albrecht Dürer e dal rinascimento italiano

Lo scorso 13 febbraio si è conclusa un’importantissima esposizione, alla Galleria Borghese di Roma, che ha visto protagonista un grande pittore, un maestro, uno degli esponenti della pittura tedesca del ‘500: Lucas Cranach il Vecchio. La mostra fa parte del grande progetto della Galleria Borghese, che prevede la realizzazione , nell’arco di dieci anni, di significative esposizioni monografiche. Queste esposizioni monografiche, che mirano a tratteggiare l’intero percorso artistico dell’artista proposto, sono realizzate accostando i capolavori della collezione del Cardinale Scipione Borghese ad altre opere, provenienti dalle più prestigiose istituzioni museali mondiali. Il progetto è stato inaugurato con l’esposizione di Raffaello nel 2006 ed in seguito si sono susseguiti: Antonio Canova, nel 2007-2008; Correggio e l’Antico, nel 2008; Caravaggio e Bacon. Dopo l’esposizione di Lucas Cranach, sono previsti: I Borghese e l'antico, nel 2011; Tiziano, nel 2012; Dosso Dossi, nel 2013; Domenichino, nel 2014 ed infine Bernini, nel 2015. La mostra, inaugurata il 15 ottobre 2010, ha fatto conoscere, per la prima volta, al pubblico italiano numerose opere significative del maestro, mirando a rendere un ritratto dettagliato, ma allo stesso tempo integrale, dell’essenza artistica di Cranach e della sua pregiatissima produzione artistica. L’esposizione è stata curata dal Prof. Bernard Aikema, uno dei massimi storici dell’arte che si sono occupati del grande artista tedesco, e dalla Direttrice della Galleria Borghese, Anna Coliva; è stata promossa dalla Soprintendenza Speciale PSAE per il Polo Museale della Città di Roma e organizzata da MondoMostre. Sicuramente per descrivere la personalità artistica di Cranach non si può fare a meno di accennare al suo rapporto di amicizia con Lutero, al suo essere un artista di corte, un innovatore, legato alla tradizione fiamminga ma allo stesso tempo influenzato dalle novità italiane. La sua figura, si staglia sul panorama tedesco cinquecentesco, proprio perché egli immette all’interno della pittura altri soggetti, una nuova immagine del nudo ed un tipo di ritrattistica molto particolare. Sono state mostrate circa 60 opere, appartenenti alle più importanti collezioni europee e statunitensi. Quello che si può notare, osservando le opere del maestro, oltre alle evidentissime componenti dello stile artistico nordico, è la tendenza alla bidimensionalità. Significativa la sua capacità di circondare i soggetti con un sorta di aura di ‘sacralità’, che, oltre ad immortalarli sulla tela richiamando il mondo contemporaneo cinquecentesco, pone un legame al di là del tempo e dello spazio. Importantissimi gli accostamenti di alcune opere del maestro tedesco con alcune opere della Galleria Borghese, per mettere a confronto due linguaggi differenti, ma con richiami impliciti.

Antonella Agata Di Gregorio