giovedý 12 dicembre 2019
Anno IV - numero 49 - Direttore Grazia Scuderi - Iscritto al n. 15 del 9/06/2000 presso il Tribunale di Catania
Le nostre rubriche
Arte

Marc Chagall: una pittura poetica singolare
“L’arte mi sembra essere soprattutto uno stato d’animo”.

Pittura e poesia incidono nella vita dell’artista Chagall. Un immaginario animato da reminiscenze, da emozioni, da impronte indelebili: il ricordo dell’infanzia si intreccia con la sua opera artistica, diventando alimento stesso di essa. Non solo l’arte come espressione, ma anche la poesia come espressione: Chagall crea poesie in yiddish, in russo e in francese. L’artista pubblica un libro scritto interamente sulle sue memorie. La sua opera artistica è fortemente segnata da uno stile personale, marcatamente intimistico, e proprio per questo non avrà contatti con nessun movimento artistico. Questo distacco è l’essenza stessa della sua arte: “Abbasso il Naturalismo, l’Impressionismo e il Cubismo realista. La rivoluzione deve raggiungere il fondo e non rimanere soltanto alla superficie!”. La trasfigurazione della realtà, che trascolora in dimensione fantastica e fiabesca è uno dei pilastri portanti dell’opera chagalliana, eppure l’artista non abbandonerà mai del tutto l’elemento reale. Il contatto con la realtà si identifica quasi interamente con Vitebsk, la sua città d’origine. Ma il dato reale non determina la sua rappresentazione, bensì viene adattato e modellato sullo stato d’animo dell’artista, sul suo mondo interiore: gli elementi assurgono a simboli, “Non si deve cominciare dai simboli, ma giungere a essi”. Le sue visioni sono rappresentate sulla tela senza adattarle alla realtà di essa: le proporzioni tra uomini ed edifici molto spesso non sono rispettate, ci sono animali come protagonisti della scena. La coppia di innamorati, il violinista che suona sui tetti, le capre, le vacche, l’artista al cavalletto, la giovane sposa, il giocoliere con il flauto magico, sono i personaggi dell’arte chagalliana. Ma non si deve pensare all’assenza di qualsiasi logica, ad una rappresentazione meramente mentale e quasi onirica: l’artista segue il rigore favolistico.
La finestra (1924), rappresenta il confine tra la realtà, l’esterno, e la dimensione intimistica dell’artista, l’interno. I colori sono luminosi, le pennellate leggere. L’immagine è sfumata, si percepisce leggerezza e la fluidità dell’aria. In Dedicato alla mia donna (1933) le figure sono sospese in un’aura di colore. In questo mondo fantastico ed interiore è presente la coppia di sposi. In La rivoluzione (1937) Chagall rappresenta Lenin a testa in giù in equilibrio su una mano, la realtà storica della rivoluzione è trasfigurata nel mondo del teatro. L’opera doveva tenersi in equilibrio tra la realtà oggettiva e la realtà soggettiva, ma l’artista non riuscì pienamente a raggiungere questo obiettivo e in un impeto di sconforto distrusse la tela. 
                                                     
                                                                                  Antonella Agata Di Gregorio