sabato 24 agosto 2019
Anno IV - numero 33 - Direttore Grazia Scuderi - Iscritto al n. 15 del 9/06/2000 presso il Tribunale di Catania
Le nostre rubriche
Arte

Pierre – Auguste Renoir : “Se non mi divertissi, non dipingerei”
 “Se non mi divertissi, non dipingerei” – afferma Renoir.

Nel corso della sua carriera artistica è rintracciabile uno scarso interesse nei confronti delle mere dispute teoriche e dei dibattiti intellettuali. Renoir sente fortemente dentro di sé la voglia di divertirsi dipingendo, di divertirsi nell’ammirare le sue creazioni. All’interno delle sue opere non vi è una istantanea spontaneità dettata da un impulso visivo, ma un’attenta rielaborazione di affezioni, che l’artista sente nel mondo che lo circonda. La città offre lo spunto per annotare velocemente degli schizzi, che in atelier verranno ordinati e rivisitati in una composizione dalla rigida struttura. Le sue pennellate danno l’idea della leggerezza, i suoi colori sono intrisi di luce: i dettagli sono appena “delineati”, i tocchetto di colore costituiscono le forme istantaneamente. La vita parigina è immortalata da Renoir nei suoi momenti di svago, di divertimento. Esaminiamo tre dipinti, tra le sue opere più conosciute, per vedere come tutte queste caratteristiche siano riscontrabili all’interno della sua produzione artistica. In “Ballo al Moulin de la Galette” (1876) l’artista ritrae un momento di svago dopo il lavoro, rappresentando con estrema precisione i particolari della moda del tempo, abiti, cappelli, acconciature. Le pennellate sono leggere, i colori intrisi di luce riflettono sugli abiti e sui volti dei protagonisti della scena il la luce che filtra attraverso i rami degli alberi. In “Colazione di canottieri” (1880- - 1881) gli indumenti, i gesti e persino le pose dei protagonisti sono colti con stupefacente maestria. Sulla tavola i bicchieri, le bottiglie di vino, i diversi tipi di frutta sono rappresentati mediante pennellate rapide e leggere: le pennellate bianche, come parti illuminate dalla luce, caratterizzano gli oggetti in vetro. In “Gli ombrelli” (1884) si assiste all’evoluzione dello stile pittorico dell’artista, infatti, la donna con le due bambine, collocate a destra, sono caratterizzate da pennellate rapide e vaporose, le altre figure e soprattutto la donna in primo piano sono definite da contorni precisi e posseggono una solida struttura.

                                                                                              

Antonella Agata Di Gregorio