venerd́ 14 agosto 2020
Anno IV - numero 32 - Direttore Grazia Scuderi - Iscritto al n. 15 del 9/06/2000 presso il Tribunale di Catania
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HOWL – URLO

 

Era il 1955 nella Six Gallery di San Farcisco quando, per la prima volta, Allen Ginsberg ha letto in pubblico il suo poema “Howl” dedicato all'amico Carl Solomon (incontrato in un istituto psichiatrico) che diverrà un vero e proprio simbolo e un manifesto della beat generation e di quanto le succederà. Lawrence Ferlinghetti, per averlo fatto pubblicare nel 1957, viene messo sotto processo : il libro venne considerato “osceno” per la schiettezza con la quale racconta la vita dei beat e dell'autore, del mondo della droga, del sesso e, soprattutto, dell’omosessualità.
Howl è il film che descrive questo momento fondamentale della contro-cultura americana. La storia è raccontata principalmente su tre piani di lettura : il processo, la riabilitazione del giovane Ginsberg, e il poema stesso, animato da alcuni graphic novelists.
Il racconto del processo rappresenta la trama narrativa del film, riecheggiando temi ancora in voga oggi: la definizione di osceno, i limiti della libertà di espressione e la stessa natura dell'arte.
I versi integrali del poema rivestono un ruolo di primissimo piano nel film accompagnati da animazioni che ne rispettano  l’appassionata potenza e la disarmante sincerità. “Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche...”  era il potentissimo urlo di Ginsberg, attuale ancora oggi, che viene magistralmente interpretato da un sempre più bravo James Franco diretto da Rob Epstein e Jeffrey Friedman. La pellicola, prodotta da Gus Van Sant, esce nelle sale italiane il 27 agosto dopo aver ricevuto apprezzamenti e lunghi applausi  al Festival di Berlino e al Sundance Film Festival.

 

Laura Scuderi