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TAGLI: ACICASTELLO A LUTTO

Dallo scorso 8 novembre, l'ingresso del municipio castellese è listato a lutto.

Attenzione, però, la decisione di appendere un drappo nero e di chiudere un'anta del portone non va fraintesa con la volontà di rendere omaggio ad un cittadino scomparso, bensì, nelle intenzioni dell'Amministrazione, il gesto va inquadrato come segno di protesta nei confronti del disegno di legge regionale della Finanziaria 2011 che prevede tagli netti ai trasferimenti agli enti locali, senza i quali comuni come quello rivierasco rischiano il collasso.
Per questa ragione, nella mattinata di lunedì scorso il sindaco di Acicastello, on. Filippo Drago, unitamente al primo cittadino acese, avv. Nino Garozzo, ha tenuto all'interno della sala riunioni del palazzo di città una conferenza per spiegare i danni causati da simili provvedimenti.
”I tagli di circa il 50% previsti per i Comuni –ha affermato preoccupato il sindaco Drago- incideranno pesantemente sulla vita della nostra comunità. Peraltro, dobbiamo fare i conti anche con il cosiddetto Patto di stabilità che, di fatto, è già una pesante “ingessatura” burocratica. Ho scritto tante volte al Presidente della Regione, on. Raffaele Lombardo e all’Assessore Arnao per evidenziare la grave situazione economica in cui versa questo Comune, ereditata peraltro dalle precedenti Amministrazioni. Ad oggi, non ho ricevuto mai alcuna risposta. Noi, dal canto nostro, abbiamo tagliato tutte le spese che potevamo tagliare, compresi servizi importanti come il trasporto pubblico; i servizi rivolti ai più deboli ed indigenti; è stato ridotto (ad una sola frazione) il servizio di scuolabus; sindaco, assessori e consiglieri comunali ci siamo ridotti l’indennità. Tuttavia, se la Finanziaria regionale sarà approvata, i comuni saranno costretti a chiudere battenti. Infatti, cosa resteranno a  fare i sindaci se non saranno più in grado di erogare servizi ai cittadini? Mi chiedo quale sia il disegno del maggiore Organo Regionale” .
Sulla medesima lunghezza d’onda anche il sindaco acese, Garozzo, che  ha dichiarato “l’intenzione di difendere ad ogni costo i rispettivi territori al fine di evitare il dissesto finanziario che avrebbe gravi ricadute sulla collettività”.
A questa singolare forma di contestazione si allineato il consiglio comunale castellese che su proposta del presidente Salvo Danubio sempre nella giornata di lunedì scorso, nel corso di una seduta in serata, ha interrotto le attività per mezz'ora.
Si attendono nei prossimi giorni evoluzioni in merito a questa spinosa vicenda che, come noto, interessa molti comuni del comprensorio, stretti nella morsa dell'indebitamento.

Giuseppe Caltabiano



14/11/2010